il secondo blog per chi della vita non ha capito un cazzo

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giovedì, 03 dicembre 2009
Da "La vita e i miracoli di San Salvatore, patrono dell'operatore".

San Salvatore e il miracolo del tripode sempre in bolla.

"Era il mese di giuglio dell'anno del signore mille e rottidue, quando San Salvatore e San Gaudente, patrono dell'assistente, si trovarono a poggiare le loro stanche terga dalle parti della fonte di Arcorium, un piccolo possedimento di sua Emittenza il Cavaliere, di cui le Sacre Scritture non ci tramandettero lo nome.
"Stanco appari assai, o San Salvatore! Quella tua spalla deve dolerti molto, dopo anni e anni di riprese!"
"Vero è, in effetti, o San Gaudente. E d'altronde tu istesso spossato sarai, dal tanto trascinare teco il vecchio cavalletto De Vintenbus che di paglia fatto non è!"

E i due tra un sorso d'acqua sorgiva e una preghiera solettero sostare così all'ombra del maniero del Cavaliere.
Ma poco durò codesta pace. Il Cavaliere infatti, sentite le litanie dei pii santi, trasecolando vide che i due si abbeveravano alla sua fonte, e montato su tutte le furie, decise che la cosa non gli garbava punto.

"Oh voi, dico, forestieri! Che modi sono questi di abbeverarvi alla mia fonte! Non sapete che si paga un tanto al sorso, cialtroni!" disse ai due sant'uomini.
San Gaudente subito fece per sputare l'acqua che riteneva di aver ingollato a scapito del Cavaliere, ma San Salvatore lo naso gli tappò lesto, e San Gaudente fu costretto ad ingurgitare la sostanza acquatica.
"Che tu dici, o Cavaliere! Lo mondo vidi, lo mondo ripresi, e mai incolsi in una fonte a pagamento!"
"Poco m'importa di quel che tu affermi, o vecchio. E da quel che scorgo, tu sembri proprio un operatore! Ti farò schiavo e lavorerai fin quando non avrete ripagato l'acqua che bevestevene!"
L'ira di San Salvatore fu grande, ma egli seppe arrestarla.
Lisciandosi la lunga et santissima barba, il pio operatore disse calmo:
"Scaccia i tuoi funesti propositi, o Cavaliere dai mille canali. Io sono San Salvatore, e il mio unico datore di lavoro è il Divino che regna su te e su me e su tutto lo creato!"
"Ah!" ribadì secco lo Cavaliere "E così tu saresti San Salvatore! Da lungo tempo sento vagheggiare della tua esistenza. Eppure non vidi mai la tua immagine, quindi non posso affermare che tu sia in realtà colui che proclami di essere. Dimostralo, e ti sarà fatta salva la vita!"
San Salvatore allora dimandò a San Gaudente di portargli le sacre vesti del CLB e il suo fedele tripode.
Subito San Gaudente lo accontentò, e vestitosi che fu dei colori del CLB, San Salvatore appoggiò la santa mano sul tripode ancora con le gambe serrate.
"Tu che osi dubitare di San Salvatore, mal te ne incolga! I tuoi occhi ora vedranno il miracolo, e poi più nulla! Questa è la maledizione di San Salvatore! Vuoi tu ancora dubitare?"
"Dubitatti spesso di cialtroni rivestiti da santi, e bene feci! Andrà bene anco ora. Ora dimostrami chi sei tu, o uomo da poco!"
San Salvatore allora aprì le gambe del tripodio, e montatavi la sua affidabile ma datata telecamera (una rugginosa dvcam pd150 delli buoni tempi andati), fece cenno al Cavaliere di accostarsi alla testa del tripode.
"Mira, o scettico, e dimmi tu cosa vedi mentre io movo in su e in giù tutto lo cavalletto et anco la camera montatavi sopra."
Lo Cavaliere, accostato che ebbe l'occhio, subito sbiancò tutto come un cencio di lavandaia, e si ritrasse.
"E' un sortilegio! La bolla...rimane in bolla financo se tu movi il tuo equipaggiamento!"
"Prova tu stesso-disse San Salvatore-a movere lo mezzo dello mio sostentamento e verifica con la tua mano se non è vero che la bolla rimane in bolla financo se movi tutto, et scuoti di tuo proprio pugno!"
Lo Cavaliere preso da un fiero cipiglio afferrò e scosse il tripode, lo movette, lo dibattè in lungo e in largo, lo inclinò, ma la bolla rimaneva in bolla!
"Che magia è mai questa?"
"Non magia, ma fede! Una fede che tu hai smarrita, e che ora ti costerà la vista! Questa è la parola di San Salvatore!"
E mentre Lo Cavaliere perdeva la vista, il bonario e santissimo San Gaudente startava a ridere con gran sollazzo.
San Salvatore allora lo percosse con la forza benevola delle sue dure nocche: "San Gaudente, non è cosa santa sollazzarsi delle disgrazie altrui. Ora va a procurarmi un telo bianco, così ch'io possa adoprarmi per riportare la temperatura colore al giusto punto."
San Gaudente, pio e solerte ma anco barcollante dalla gran botta presa sul cranio, si allontanò e tornò presto con il telo bianco.
"Oh fedele San Gaudente...molti santi costretti sono dagli eventi a vagare da soli, accollandosi tutto il lavoro. Ben felice che tu sia meco in questa dura vita! E ora và a cibarti anche tu mentre io mi apparecchio il cinghiale secco. Vedo proprio laggiù dei succosi frutti della terra che ti aspettano. Mele marce, mi sembrano! Và, e reca grazia al nostro signore per il cibo donatoti, mentre io vuoto la tua pesante bisaccia di questa carnaccia unta."
Tale era la grazia e la bonta di San Salvatore, il patrono dell'operatore."
(continua)

Postato da: Eccheppalle a 00:22 | link | commenti (1)

martedì, 08 settembre 2009
senza titolo

Questa è per te, che negli occhi hai due pianeti.
E in qui pianeti ci vengo spesso ma è sempre nuovo.
Per te che abiti esattamente a 18 chilometri, e le ho provate tutte a farli diventare meno.
Mi mancava solo il contromano.
Per te che diventi rossa, ma se fa freddo diventi blu.
E' per il tuo respiro, che si capisce subito quando diventa sonno.
E' per le tue dita che volano dalla tastiera della chitarra alla tastiera del tuo piccolo mac.
E' per i tuoi denti, che sorridono dentro la tua bocca, che sorride dentro al tuo viso.
E' per il tuo broncio, che non è mai troppo vero e c'è sempre una risata nascosta dentro.
E' per il tuo viso stanco dopo una giornata di lavoro.
E' per te che ti alzi troppo presto e rincasi troppo tardi.
E' per quell'ora che controllo più spesso quando so che tra un pò ci sarai tu.
E quando ci sei, non la controllo più.
Dove sei?
Tu e la tua divisa, che m'ispira solo di togliertela prima possibile?
E' per lo spazio sul comodino che lascio per te.
E' per le tue ciabatte rosa.
Le tue spille e le tue calamite.
E' per un pezzo di strada fatto assieme.
O è per la strada ancora da fare?
E' per te, che oggi hai i miei pensieri allegri e i miei pensieri tristi.

Postato da: Eccheppalle a 15:23 | link | commenti (1)

martedì, 09 giugno 2009
Preferisco il silenzio.

Nelle scorse votazioni il dubbio c'era, ben focalizzato nella mia mente, presente e al contempo fastidioso: votare o astenermi? Alla fine decisi di votare. Subito dopo, di fronte all'ennesima sconfitta (non solo mia, credo, ma di una enorme fetta d'Italia) mi ero ripromesso di non cascarci più. Mai più il voto "utile", mai più un voto regalato, mai più un voto con questa legge elettorale.
Sull'onda dell'emozione pensarla così credo sia lecito, se non proprio prevedibile, ma poi, complici ragionamenti vari sulla base di questa orribile campagna elettorale, ho confermato il mio astensionismo. E oggi leggo la piacevole sorpresa: noi, che non abbiamo votato per scelta o per altri motivi, siamo il secondo partito d'Italia. Ignoro se i seggi siano ormai tutti chiusi, e se i numeri siano definitivi. Però, volendo fermarmi qui e trarre qualche inutile, se credete, ragionamento, a quanto pare gli astensionisti sono a meno di un punto dai vincitori. Per loro (e per "loro" mi riferisco a tutti gli schieramenti, in primis i simboli del bipartitismo italiano) è un grave sintomo di malessere, mentre per noi, che in questo complesso periodo storico fatto di falsità, di prepotenza, di ignoranza abbiamo deciso più o meno malvolentieri di tacere, questo è un indubbio successo.
A fronte di tanto fumo, un arrosto che mangeranno sempre degli altri, a fronte di parole ormai logore, prive di qualsiasi connessione con la realtà, con programmi che nella migliore delle ipotesi sono utopie irrealizzabili, quale può essere il gesto più significativo della riflessione se non il silenzio? Forse tendo a nobilitare un comportamento che può apparire perfino codardo, ma...dove risiede il coraggio? In un voto per questi partiti? Se qualcuno ha le risposte, che le esponga. Io credo che ormai il male minore non sia il voto "contro" lo strapotere di una strada politica che non ci rappresenta. Io credo che il male minore sia l'astensione.
L'astensione come esilio politico volontario, come periodo di deriva alla ricerca dell'isola felice. Forse non la troveremo mai, ma siamo in tanti a cercarla, la compagnia è migliore che a terra, e questo mi fa felice. Noi forse, in balia dei marosi, non ce la passeremo bene, ma siamo sicuri che nella terraferma del voto, della preferenza, stiano poi meglio di noi? Non ci metterei la mano sul fuoco.
I dati parlano chiaro: l'astensionismo cresce. Non si fa illudere da nessuno, tiene d'occhio la riva, legge i segnali di fumo nel cielo, ascolta il cupo rimbombare delle esplosioni.
E la sua isola felice? Arriverà prima o poi qualcuno che indicherà una strada? Alcuni ipotizzano che sarà lastricata di illusioni, altri che non condurrà a niente. Ma sbagliano. La strada siamo noi. Molte persone che cammineranno insieme in un'unica direzione sono già una strada. Per ora la direzione è un ulteriore allontanamento, ma prima o poi arriverà il momento di invertire la rotta.
Navighiamo a vele spiegate in attesa di quel momento.

Postato da: Eccheppalle a 11:00 | link | commenti (2)

martedì, 02 giugno 2009
Molti buoni motivi per andare a vivere in un formicaio

01) le formiche non devono organizzare dei turni di pulizia nel formicaio.
02) le formiche non si fregano il docciaschiuma a vicenda.
03) le formiche non ti chiedono cose strane tipo "cosa cambia se metto la residenza in un altro formicaio" o "la ritenuta d'acconto di 1000 briciole di pane è 200 briciole di pane?"
04) le formiche non fanno discorsi di meritocrazia se sono nate formiche operaie.
05) le formiche se potessero farlo suonerebbero anche dei pezzi in tonalità maggiore.
06) le formiche quando gli chiedi "Ieri hai finalmente pagato la bolletta che scadeva due settimane fa" non rispondo "La pago domani che sto aspettando dei soldi dall'altro ieri"
07) le formiche non fanno una vita che non possono permettersi.
08) le formiche, se gli dici di comprarsi il loro stendino perchè d'estate il tuo non basta per tutti, lo fanno.
09) le formiche che vedono solo i film di Wong Kar Wai non parlano di cinema come se lo conoscessero tutto.
10) le formiche se gli dici che stai riciclando non ti apostrofano con entusiasmo per poi buttare il cartone nell'umido davanti a te.
11) le formiche non mettono la musica al massimo sfruttando delle casse acustiche troppo piccole e mezze sfondate che gracchiano per tutta la notte.
12) le formiche preferiscono farsi il culo oggi per evitare di romperti il cazzo domani.
13) le formiche odiano i clown e le cicale molto più di me.
14) le formiche non ti chiamano in continuazione per farti vedere su youtube il video di un grillo ubriaco  mentre tocca il culo alla sua insegnante di salto in alto.
15) le formiche non ti raccontano che grazie ad un loro amico ragno presto farete moltissimi chicchi di grano.
16) le formiche non imbastiscono discorsi di condivisione dei beni mentre consumano solo roba tua.
17) le formiche non dicono in continuazione "La prossima volta che scendo mi porto la mia Golf 4" per poi non portarla mai.
18) le formiche non si vantano di aver diretto un videoclip di N**** C****.
19) le formiche non ti chiedono di lavorare gratis.
20) le formiche sanno bene a cosa portano le illusioni sul loro destino

Postato da: Eccheppalle a 15:52 | link | commenti (2)

mercoledì, 20 maggio 2009
Ingessamelo, che me l'hai rotto.

 E basta lamentarsi, basta puntare l'indice, basta lanciare accuse: chi è davvero un cittadino modello in questa maledetta Pizza Connection?
Diciamolo una volta per tutte: ognuno, nel suo piccolo, ha la sua dose di responsabilità. Perchè non si farà mai abbastanza, per questo Paese meraviglioso e meravigliosamente stuprato. Sono patriottico, a modo mio, e non voglio più vergognarmene.
E vorrei vedere un'Italia in cui si possa uscire di casa senza pensare in continuazione a chi sarà il prossimo che tenterà di mettertelo nel culo, e senza pensare continuamente a chi inculare! Che palle! Basta!
Voglio vivere tranquillo, voglio farmi bastare senza complessi del cazzo ciò con cui vivo, che siano mille come tremila euro al mese o più. Basta fare i conti in tasca agli altri. Di solito raccogliamo ciò che seminiamo, e se nessuno regala niente, pensate che c'è sempre chi sta peggio!
Se smettiamo tutti di essere dei Berluschini, dei mafiosetti, dei furbettini, solo così potremo viverla e non subirla 'sta minchia d'Italia.
Siamo un Paese potenzialmente ricco, se non ricchissimo, ma dobbiamo cominciare a muoverci noi, che vogliamo crederci, perchè se aspettiamo che sia il nostro vicino di casa a migliorare, camperemo il resto della nostra vita tra le rimostranze, gli affanni e le delusioni, oltre che tra quelle belle sensazioni d'impotenza alle quali ci hanno condannato (ma non ce la faranno) i nostri fantastici politici e quadri dirigenziali. Basta pensare che solo gli ALTRI sono delle merde: pensiamo a come migliorare noi, apriamo gli occhi, teniamoci informati con l'informazione vera e non con le cazzate dei tg di partito.
Spegniamo la tv! Muoviamoci con i mezzi pubblici e pagando il biglietto, e se il servizio fa schifo andiamoci a lamentare in centomila, porco mondo!
Mettiamoci del nostro a non sporcare più di quanto fanno quegli industriali del cazzo incapaci di vedere il mondo di domani ricoperto di rifiuti e esalazioni.
Evitiamo gli sprechi, tutti gli sprechi, perchè non è dall'impoverimento delle nostre risorse (impoverimento che paghiamo NOI) che deriva la nostra felicità. E per ogni frustrato che senza l'ultimo gadget di plastica dimostriamo che c'è una persona felice che si "accontenta" di essere all'altezza di un essere umano, e non di un povero neanderthaliano del terzo millennio. Rispettiamo noi stessi per rispettare gli altri, ma facciamo rispettare nel nostro piccolo i confini della nostra libertà: esigiamo di avere la precedenza sulle strisce pedonali, mandiamo platealmente affanculo chi usa la strada come gli pare e mette in pericolo chi invece tenta di essere preciso, ricicliamo dentro casa e fuori, troviamo nuovi modi di opporci al pensiero che niente potrà mai migliorare significa darla vinta in partenza a chi ci vuole solo schiavi consumisti.
Non siamo tutti così, cazzo. Ripeto, spegnamo la tv! Tra poco ci obbligheranno a passare al digitale terrestre, a nostre spese! E noi obblighiamoli a prendere atto che a noi del digitale terrestre NON CE NE FREGA UN CAZZO e possiamo vivere bene, anzi meglio, con la tv spenta!
E con un cellulare vecchio! E senza la Fiat 500! Senza un sacco di stronzate inutili che tra un anno saranno in mezzo alle campagne trasformate in discariche, per centinaia di anni! Basta con queste puttanate, le cose vanno usate per ANNI, e non per settimane! Se c'è chi senza la magliettina alla moda si sente una merda, peggio per lui!
Acquisti consapevoli, nei limiti del possibile! Da soli non potremo farcela ma possiamo iniziare a diffondere quanto più possibile, e senza provocazioni se non quando sono necessarie, un VERO stile di vita alternativo, che non vuol dire solo farsi le canne e parlare a vanvera del comunismo, no, significa cominciare a farle davvero le cose, per il puro piacere di non darla vinta a chi crede che siamo solo dei cazzo di numeri di un conto corrente, o delle tessere elettorali! Ragionare, ecco quello che le scuole dovrebbero insegnare. Non lo fanno? Facciamolo noi. Non aspettiamo la manna dal cielo, non aspettiamoci dei politici degni di questo nome, boicottiamo ciò che non è giusto, diventiamo più stronzi di loro perchè 'sto mondo infame nonostante tutto ci piace e ci teniamo!
Sembrano boiate sparate da un frustrato, e forse lo sono: ma io sono qui felice di non usare più il mio catorcio diesel da mesi e mesi, e terrò duro finchè potrò! Mandiamo a puttane anche le LORO elezioni europee: ha senso continuare a votare per il meno peggio? Secondo me, anche se a malincuore perchè il voto dovrebbe essere un momento di altissima e consapevole partecipazione alla vita amministrativa, è meglio non presentarsi, o invalidare la scheda. Basta con la logica del "tanto sono tutti uguali". Se sono tutti uguali e ti stanno tutti sul cazzo NON VOTARE! Il "meno peggio" non esiste! Meno peggio di chi? Ditemelo perchè io proprio non lo vedo!
Basta con la maleducazione, con l'inciviltà. Se qualcuno fa lo stronzo fateglielo notare, e se vi manda affanculo peggio per lui che è un povero coglione e prima o poi qualcuno più stronzo di lui lo troverà! Le striscie pedonali, i parcheggi dei disabili, le strisce rosa per le donne incinte, cazzo: VANNO RISPETTATE E FATTE RISPETTARE!
Le scale mobili non vanno occupate come se si fosse signori e padroni della metro: c'è pure chi può avere fretta! E non si parcheggia sui marciapiedi, cazzo, voglio vedere multe in cambio di meno mezzi privati in giro, in cambio di aria più respirabile porca troia! E basta con le quote di gas serra vendibili tra Paese e Paese: l'aria è anche mia, chi l'ha stabilito che VOI potete decidere che a me sta bene così? A ME STA BENE SOLO RESPIRARE ARIA, E NON MERDA SENZA NEMMENO ACCORGERMENE! Basta con i paradisi fiscali, basta con "fatta la legge trovato l'inganno", perchè chi cazzo vogliamo ingannare se non noi stessi? Tra qualche anno potrebbero esserci i nostri figli, su questo mondo, ce lo vogliamo ricordare o vogliamo venderli al peggior offerente così come hanno venduto la nostra generazione di sfigati? Ma dico io MANDIAMOLI A CAGARE con intelligenza, non dandola vinta a chi ha sempre le scorciatoie pronte, a chi sa fare sempre la promessa giusta al momento giusto. Ma siamo davvero così ingenui o ci va di esserlo? Nè l'uno ne l'altro, CAZZO!
E quando qualcuno alza la voce per una giusta causa (non importa quale, importa che ci crediamo e siamo coerenti con le nostre scelte) impariamo ad alzare la voce assieme a lui.
Il "tal corteo" si vede negata la possibilità di sfilare in centro? SFILIAMO LO STESSO!
Siamo noi i più furbi, ma nessuno è convinto che questa furbizia possa essere usata per scopi giusti. I processi rivoluzionari non si fanno solo con le armi, perchè poi c'è una cosa chiamata restaurazione! E nessuno la distingue più dal vecchio corso, ma fidatevi è addirittura peggio! Perchè non si parla più delle coppie gay? Nel 92 l'Italia celebrava matrimoni gay in piazza, e oggi è diventato tabù! Ma perchè non si può vivere la propria vita senza che la Chiesa e lo Stato si mettano in mezzo? LA MIA VITA PRIVATA SONO CAZZI MIEI, non sarà buon italiano ma è quello che penso e dico. Ma che cazzo vuol dire che la "legge è uguale per tutti"? La legge non conta nulla in uno stato dove i cittadini non conoscono i propri diritti e tantomeno i propri doveri: cominciamo da questi ultimi e poi difendiamo con le unghie e con i denti i diritti. Il buon esempio, cazzo. Diventiamo tanti, diventiamo "cattivi". Rimanendo buoni. Ottimismo, PER DIO! Se perdo la speranza, ho perso tutto. Ma la speranza è allo stesso tempo un motore e un premio. La speranza va guadagnata con i fatti. CAZZO!

Postato da: Eccheppalle a 18:01 | link | commenti

lunedì, 18 maggio 2009
Io oggi proprio non lo so.

Che cosa non saprei? Un pò tutto.
Non so se domani vorrò svegliarmi nei panni miei o di un'altro, per esempio in quelli di un rapinatore gentiluomo specializzato in assicuratori con gli occhiali fuori moda.
Non so se vorrei parlare come mio solito, o con delle battute da trailer di film di Bergman.
Ho forti dubbi se il sole sorge realmente da dietro le montagne...o ci finisce soltanto quando mi distraggo, la sera.
Chissà perchè chiamiamo blu il blu? Perchè non si chiama "disgnacchero"? Perchè non diciamo "alta bella bionda e con gli occhi disgnacchero"?
Domani parlerò italiano o mi esprimerò solo in un criptico linguaggio dei gesti totalmente inventato?
E siamo davvero sicuri che la telecamera che ho usato fino ad oggi abbia ripreso la realtà o solo quello che io intendevo per realtà, in quel momento? Se così fosse, la mia realtà è movimentata, spesso buia, a volte fuori fuoco.
Ma continuo a non sapere tante cose. Chi mi dice che la scritta "The End" nei vecchi film ponga davvero fine a quella singola trama? Chi ha il potere di rassicurarmi che gli uccelli del film "Gli uccelli" non siano ancora vivi e incazzati?
Bho. E siamo sicuri che i matti siano matti e i normali siano normali? Io no. Normali rispetto a chi, per esempio? Di sicuro non rispetto a me. Come sarà fatto "uno normale"?
Quanta vita può esserci dietro una retta fatta col righello, e quanta dietro uno scarabocchio di un bambino?
E ancora: sarà vero che i bambini vengono da un altro pianeta, e quando crescono diventano (purtroppo) solo degli umani perchè l'atmosfera terrestre gioca questo brutto scherzo?
Come si scrive "Fantasia" in cinese?
Ho tanti dubbi. Me ne vado a dormire, così magari sognando mi si chiariscono le idee. Avere pochissimi lettori, anzi, quasi nessuno, ha i suoi vantaggi.
HfroOrhhhShhUty876!
Visto? Non se ne accorge nessuno.

Postato da: Eccheppalle a 00:38 | link | commenti (1)

mercoledì, 13 maggio 2009
Un Paese dove non ci si annoia mai.

Quando la stampa sembra averci regalato già delle grandi perle, ecco che ancora una volta la realtà supera la fantasia! Grazie allo squinternato protagonista del nostro fattaccio, possiamo senz'altro procedere ad un'edizione honoris causa del premio  "Charlie Manson" 2009.
A insindacabile, nonchè unanime, scrutinio della giuria (composta da autentici mentecatti), conferiamo il premio a tale F.C. Tozzo, 39enne, autore di un gesto tanto violento quanto privo di una pur minima logica apparente..
Il nostro mattacchione ha deciso tutt'a un tratto di prendere a martellate un'anziana coppia di sconosciuti, ai quali vanno i nostri più profondi auguri di pronta guarigione, e, evidentemente non pago di una simile azione, ha pensato bene di commentare con le solerti Forze dell'Ordine accorse:
"Volevo solo installare il digitale terrestre!"
Un premio Manson honoris particolarmente azzeccato, quindi.
A suggello di un simile evento, la giuria è stata poi festosamente dispersa con l'esplosione a sorpresa di due fiale di cianuro allo stato gassoso, alla quale non tutti hanno saputo trattenersi dal dare un'energica inspiratio completamente volontaria. Le autorità hanno espresso soddisfazione con fulminei e reciproci schiaffoni sulle orecchie.
Ad majora!

(notizia tratta da"Leggo", edizione romana, 11 maggio 2009).

Postato da: Eccheppalle a 16:20 | link | commenti (1)

mercoledì, 01 aprile 2009
Tu, tu che sei diversa.

io con motoNon voglio essere triste, perciò salutiamoci da buoni amici, cercando di credere che se la Terra è tonda e gira, prima o poi rivedrò il tuo bel muso.
Ci siamo fatti del male a vicenda, ma quando filava liscio...bhe, mi sentivo davvero bene con te. Sembravi fatta proprio su misura per i miei gusti e per le mie chiappe. Sono e sarò sempre convinto che tu sia la più bella. Non c'era bastardo che al semaforo non ci desse un'occhiata in lungo e in largo. Facevamo la nostra figura, eh si.
Ma la vita è strana: perchè mettere tanto amore reciproco in due poli destinati a respingersi per sempre? Forse siamo stati solo un mancato sincronismo, un cortocircuito, una sinapsi difettosa, chissà. Bhe, da domani comunque ognuno andrà per la sua strada, a quanto pare. Spero tu sarai felice, ed io pure cercherò di esserlo. Ma prima di salutarti, qualche raccomandazione. E non fare quella faccia che mi sembri una Triumph. Ti rode, eh, quando ti dò dell'inglese? Dicevamo, le raccomandazioni.

Non correre. Mi raccomando, non correre. Lascia stare gli altri, non entrare in competizione. Stai attenta all'umidità che ti fa male. Copriti sempre bene, non dormire fuori se non quando sei in viaggio.
Mettiti sempre la catena quando ti fermi, e soprattutto non fermarti troppo a lungo. Non ti fa bene, mantieniti sempre in esercizio quotidiano. E l'olio: che non ti venga in mente di usare il sintetico! Devi usare sempre e solo l'olio minerale. E non fare la stronza capricciosa con lui. Sembra un bravo ragazzo, vedi di non lasciarlo a piedi come hai fatto con me, intesi? Ma d'altro canto non farti mai mancare di rispetto. Sennò farò come Little Tony, tornerò e ti riprenderò.
"Riderà, riderà, riderà / tu falla ridere perchè
riderà, riderà, riderà / ha pianto troppo, insieme a me"

Non so se mi farà piacere vederti con un altro, perciò stammi alla larga d'ora in poi. 
Ciao Stronzetta malefica. Grazie delle belle emozioni che mi hai regalato. Oddio, regalato proprio no, con quello che mi costavi! Ma eri proprio una bellezza, e l'ho fatto col cuore. Stammi bene piccola.

tuo Butch

Postato da: Eccheppalle a 23:20 | link | commenti (3)

mercoledì, 25 febbraio 2009
insaneless stupidity

Madonna che stanchezza. Quanto lavoro 'sti giorni. Ma 'undo'vvè la crisi? Forse proprio nel fatto che, se capita di lavorare tanto, appare una cosa fuori dal normale? Forse devo cominciare a far fruttare il seminato, e incollarmi al telefono per portare avanti tutti i fronti. Bho. Per ora sto bene così, se mi abituo forse mi ci trovo bene.  Vado a rinfrescarmi le idee.
Questi sono i momenti della vita in cui vorresti una spada laser. Di quelle dei bei vecchi tempi.

Butch

Postato da: Eccheppalle a 16:30 | link | commenti

mercoledì, 18 febbraio 2009
La vera storia del figliol prodigo

Ebbene cari fratelli (per non parlare dei cugini), è giunto dunque il momento di dare una bella svecchiata al più venduto bestseller di tutti i tempi, diluvi compresi, la Sacra Bibbia. Troppi giovanissimi la ritengono un noioso elenco di fatterelli leggendari dall'ancora più noioso intento dottrinale. Come dargli torto? Ma se prendiamo le singole parabole per renderle attuali, cosa ne otteniamo? Leggete e giudicate voi.

Luca 15,31-32

Il Figliol Prodigo.

Dalle parti di Casal Palocco c'era una rinomata carrozzeria, gestita da un tale Carmine Roncelli. Egli era un buon lavoratore, ed aveva due figli. Uno dei due si chiamava Prodigo.
Quando il vecchio Roncelli decise che era ora di fare due conti, chiamò a se Prodigo e quell'altro.
Quell'altro poggiò la saldatrice, si tolse la visiera protettiva, appoggiò delicatamente ogni cosa al suo posto, si inginocchiò davanti al compressore, e fattosi il segno della croce andò dal padre.
Prodigo invece finì prima l'assolo sulla sua chitarra elettrica ricoperta di adesivi inneggianti al Demonio, ruttò, la scagliò contro un amplificatore che aveva rubato nel backstage di un concerto dei suoi amici "Zombi Fever", si grattò il culo e andò dal padre anche un pò incazzato.
"Figlioli miei: Prodigo e...e tu - disse indicando quell'altro di cui le sacre scritture non rivelarono mai il nome - C'ho due lirette che vi toccherebbero, come si dice, 'a babbo morto' -  e così dicendo si grattò le palle - ma visto che ho già dato da mangiare al cane, la tv mi annoia e  si da il caso che oggi non ho niente di meglio da fare, mi sono detto: vediamo se Prodigo e...e tu, chissà, magari che ne pensano!"
"Io, babbo, credo sia giusto che..."
"Io NO! -interruppe Prodigo - Quant'è?" e prese le due mazzette di banconote le contò velocemente, chè Prodigo in matematica non era così male. E non era male nemmeno il gruzzoletto, che subito spartì in due parti e intascò fulmineamente.
"Bhe, pà, io me la squaglio. Ciao. Ciao anche a te...-disse guardando il fratello - ...fratellino. Non farti fare il culo a capanna, mi raccomando".
L'altro fratello alzò gli occhi al cielo e bisbigliò un "Perdonalo, o mio Signore".
Prodigo svuotò una latta di benzina nella sua Triumph Speed Triple, chiuse il tappo del serbatoio, si infilò il suo zainetto e sgommò alla volta di Gomorra City.
Tempo un mese, quel deficiente di Prodigo non aveva nemmeno più di che mangiare, tanto si era dato da fare tra meretrici, spacciatori e bari.
E in maniera assolutamente sincera, decise proprio in quel frangente di indigenza di pentirsi.
Prodigo sì, ma mica scemo.
Perciò alzò il pollice, e fermato un pickup con due procaci e linguacciute peccatrici all'interno, se ne tornò a Casal Palocco disseminando nel viaggio bestemmie e vandalismi gratuiti.
Il suo buon padre, che invece era rimasto con...l'altro figlio che non aveva toccato un centesimo del malloppo spettantegli, al gran strombazzare del clacson del pickup, e infastidito dalla musica techno che ne scaturiva dagli enormi altoparlanti, si affacciò e vide quel misero spettacolo del ritorno di Prodigo.
Al che, cuore di padre, corse incontro al pickup, ignorando le urla di...dell'altro figlio, che aveva un brutto presentimento.
 E mentre il buon Carmine Roncelli correva, il pickup accelerava, per nulla intenzionato a fermarsi.
"SI, E' QUELLO!" urlò Prodigo indicando il padre alla guidatrice strafatta e con vistose macchie bluastre sul braccio.
Il povero carrozziere morì sul colpo.
Fu allora che...l'altro figliolo, il fratello di Prodigo, ebbe un momento di estremo nervosismo.
Casal Palocco allora era preda di banditi e bravacci che ognora scorrazzavano e derubavano, e Carmine Roncelli teneva per queste solenni occasioni un fucile a pompa nascosto tra i pezzi di ricambio.
L'altro fratello sogghignò, lo prese e lo nascose dietro la schiena aspettando Prodigo senza muoversi.
E Prodigo arrivò, bevendo a tratti una birra che teneva in mano, e reggendo la sua lacera sacca impolverata sulla spalla.
"Ciao fratellino...scusa per il vecchio, ma proprio non l'abbiamo visto! Eh...senti, che ne dici se io e le due signore qui con me alberghiamo per un pò qui? Giusto il tempo di rifocillarci un tantino e mettere un pò di benzina nel nostro mezzo..."
L'altro non disse niente ma, tirato fuori il potente fucile, come un fulmine lo caricò e distribuì una pallottola a testa in quel terzetto senza Dio.
Assicuratosi che i tre fossero più morti della vecchia quercia che avevano da secoli davanti all'uscio della carrozzeria, trascinò i tre cadaveri ancora sanguinanti fino al pickup, li buttò nel cassone posteriore, e tornò indietro.
Prese una tanica di benzina, tornò placidamente verso il pickup e ne riversò abbondamente il contenuto su sedili, cofano, tettino, vano motore, cassone e cadaveri.
Poi si allontanò fin quando non ebbe trovato una posizione ottimale per gustarsi lo spettacolo e, ricaricato che ebbe il suo fucile, sparò un colpo indirizzato al motore.
L'esplosione fu grande.
L'altro fratello si godette per un pò quel piacevole calore, poi decise di mettersi sopravento per non sentire il puzzo di carne bruciata che lo infastidiva assai.
"Ecco che fine fanno gli stronzi come te, Prodigo." bisbigliò poi, giusto un attimo prima di tirare una gustosa boccata dalla sua pipa di rovere, mentre il fumo del tabacco andava a mischiarsi con quello dei cadaveri e delle ruote carbonizzate.
 

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